Il Cammino della Rettitudine - Alazen (Racconto/Diario) | Storie da Azeroth | Forums

A A A
Avatar

Hai perso la password?
Ricerca avanzata

— Ambito del Forum —








Start typing a member's name above and it will auto-complete

— Match —





— Opzioni del Forum —





La lunghezza minima di una parola di ricerca è di 3 caratteri - La lunghezza massima di una parola di ricerca è di 84 caratteri

sp_Feed Feed RSS dell'Argomento sp_Print off
Il Cammino della Rettitudine - Alazen (Racconto/Diario)
Topic Rating: +1 Topic Rating: +1 (1 votes) 
1 Luglio 2016
3:30
Avatar
druido890

Newbie
Members
Level 0
Messaggi del Forum: 3
Iscritto dal:
18 Giugno 2016
sp_UserOfflineSmall Non in linea

Il sentiero della Luce 

Nacqui in una famiglia agiata nella città di Ventolesto, nel cuore delle odierne Terre Spettrali.
Da padre bracciante e madre cacciatrice, fui sempre stato attratto dalla luce e dal senso di giustizia che infondeva in me.
La sete di magia per noi alti elfi viene vista come una piaga indelebile ma non è cosi, poichè con il nostro sacro Pozzo Solare siamo riusciti a cacciare i Troll che prima infestavano le nostre terre e crescere come una società forte e rigogliosa, fiera del fatto di perseguire la giustizia con rettitudine.
Nel corso della mia vita mi sono sempre chiesto cosa fosse realmente giusto e cosa non lo fosse; è giusto ammazzare un Troll solo perchè tale? è giusto ammazzare chi che sia soltanto perchè viene considerato un “mostro”?….con alle spalle questi dubbi mi feci forza e mi arruolai come paladino presso il palazzo reale di Lunargenta.
Tante sono le battaglie combattute al fianco degli umani di Lordaeron contro Orchi, Troll e altre creature malvagie…. e nel corso di tali battaglie sentivo che la luce cresceva in me e riuscivo ad infondere essa stessa nel cuore dei miei alleati.
Il tempo passava ed io crescevo, e con me anche le mie abilità belliche al punto che dopo la seconda guerra ricevetti il grado di Luogotenente di Lunargenta.
Ormai ero totalmente immerso nel mio cammino del cavaliere ma ancora non avevo compreso che, di li a poco, avrei trovato il mio vero motivo di vita….

Era un giorno di fine primavera quando, di ritorno da un duro campo di addestramento, vidi per la prima volta LEI.
Alevria Biancalba era il suo nome, diretta discendente da una delle casate cacciatrici piu’ importanti di tutta Quel’Thalas.
Impegnata in una caccia all’uomo, i nostri sguardi si incrociarono per pochi secondi, mentre lei passava dinanzi a me in sella alla sua Fiera della Notte.
Ci incontrammo per la prima volta qualche ora dopo, sempre quel giorno… lei scortava il fuggitivo, che mi diede in custodia subito.
Fu amore a prima vista, cosi dopo nemmeno un mese ci sposammo.
Era una cerimonia tradizionale, presso la mia città natale “Ventolesto”, l’intera Lunargenta partecipò all’evento, giungendo nelle odierne Terre Spettrali per darci la loro benedizione.
Dalla gioia di quel matrimonio nè scaturi una bambina, il suo nome era Lloressa, una fanciulla piena di energia e curiosità.
Il tempo passava ma per me era come se tutto si fosse fermato, forse, perchè avevo trovato la felicità e quel motivo di vita che avevo ricercato fin da bambino.
Inesorabilmente le cose, per quanto perfette e all’apparenza durature, tendono sempre a finire.
Cosi, mentre sul fronte Lordaeriano la Scourge avanzava, ecco che le Trombe da Guerra di Lunargenta Suonarono…

C’era un trambusto a lunargenta, un via vai di gente, soldati e membri della nostra fragile alleanza con gli umani.
L’odore di cenere e morte aveva appestato ogni luogo della capitale elfica, al di fuori delle mura la battaglia divampava come un incendio boschivo.
Le orde di non morti guidati da Arthas avevo distrutto i 2 cancelli a guardia del pozzo solare ed ora soltanto 1 rimaneva eretto a sua difesa, e noi dovevamo difenderlo a costo della nostra stessa vita.
Chiesi a mia moglie di prendersi cura di nostra figlia, di proteggere lei e nient’altro, poi mi fiondai nel mezzo della battaglia.
Trucidavo file su file di abomini non morti quando, a pochi metri da me, sento un rumore di zoccoli quasi ultraterreno e poi un nitrito che mi gelò l’anima.
Di fronte a me c’era lui, Arthas, principe di Loerdaeron, non che legittimo erede al trono, il trono di un regno ormai caduto nelle grinfie del re dei lich!
Il campione del Lich smontò da cavallo e, con un movimento lesto della sua mano, mi avvolse il collo con una anello di magia sollevandomi dal suolo… mi dimenai come mai nella mia vita tentando di divincolarmi da quel sortilegio ma nulla.
Il cavaliere della morte mi incito a guardare dietro di me, cosi mi girò e mi costrinse a vedere… vedere la mia vità rubata…
Svariati erano i corpi dei soldati di lunargenta privi di vita, talmente tanti che si ammassavano creando un grottesco muro fatto di carne e acciaio, tra quei corpi spiccava un creatura quasi demoniaca munita di grandi ali che portava stretta tra gli artigli una donna, fu li che mi accorsi che quella donna era Alevria… non feci nemmeno iin tempo a gridare quando una altra figura, questa volta umanoide con uno straccio che gli copriva il volto, fendere le carni della mia piccola LLoressa con la sua scure.
Avrei voluto dimenarmi, avrei voluto urlare ma ero paralizzato dalla paura e dallo sconforto….ero come ipnotizzato, non volevo crederci.
In quel momento era come se tutto il tempo si fosse fermato, non capivo bene cosa stesse accadendo ma mi pareva quasi vivere un incubo dal quale, di li a breve, mi sarei risvegliato.
Privato del mio ultimo soffio di vita chiusi gli occhi, quando li riaprii la mia mente era cambiata, i miei ideali erano cambiati, servivo il re dei lich e avrei ucciso senza esitazione anche chi prima chiamavo “fratello”.

 

Teron Malacarne e i segreti del Sangue

Durante la mia esplorazione su la vecchia draenor ho riscontrato un taquino che ripostava svariati esperimenti di natura necromantica ma, ciò che colse di piu la mia attenzione era il fatto che molti dei paragrafi di tale diario contenessero la parola “Cavaliere della Morte” e la parola “Stormwind”.
Approfondendo le mie ricerche sono giunto alla conclusione che il taquino da me ritrovato dovesse appartenere a Gul’dan o a uno dei suoi servi.
Non mi rimane che indagare all’altare della dannazione, ove so che quando ancora in vita, gul’dan commetteva empi sacrifici in favore di qualche demoniaca entità.

Fuso orario del forum:Europe/Rome

Record di utenti connessi:211

Attualmente connessi:
5 Ospite(i)

Attualmente stanno visitando questa pagina:
1 Ospite(i)

Members Birthdays
sp_BirthdayIcon
Today Nessuno
Upcoming SaltyPier, Ulfvir, sliverVidarr

Utenti più attivi:

tranex01: 569

lupine: 327

Necrosis: 290

Samek: 289

birba: 253

roazar: 247

00suez: 219

Nasti: 205

Verdux: 193

lelouch91: 176

Statistiche Utenti:

Ospite: 5

Utente: 17375

Moderatore: 3

Amministratore: 4

Statistiche del Forum:

Gruppi:5

Forum:34

Argomenti:2056

Messaggi:11331

Utenti più recenti:

yehonal-gm, thegentleman92, supergojedi40, vikthor87, peppsi88, screemer, sonosoloio1, donsubdolo, caravello91, sterminatormx

Moderatori:Peacemaker: 59, kafka: 59, rhadarox: 1

Amministratori:Yehonal Yehtanér Lunthatir: 696, Arkan0r: 559, narcof: 111, Disease: 24