Una filastrocca per Azeroth

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Set
12

Pochi giorni fa ci è arrivata una deliziosa dedica da parte di un nostro Ex-Azerothiano che ha abbandonato queste lande per dedicarsi ad altri progetti altrettanto importanti sul “pianeta Terra”.

La composizione ci è talmente piaciuta che abbiamo deciso di dedicare un piccolo spazio sulla nostra homepage per tenerla nella nostra timeline, sperando che prossimamente lo scrittore possa tornare in nostra compagnia!

La filastrocca è criptica, ma sicuramente gli appassionati potranno decifrarla tutta 😉 L’Autore si firma con lo pseudonimo di Albert Sawer.

Destriero fidel dal rilucente manto,
Puoi tu perdonare il mio ritardo
Ch’ebbi ahimè nel celebrare il canto
dimentico d’esser, in principio, un bardo?

Insigne Nebulosa, a te dedico di nuovo
Di questa nuova storia l’ultimo saluto.
Remi in barca ad altre rive muovo
le membra mie, e pur con esse il liuto.

Quest’anno (e più) godetti dell’onore
di lavorare insieme ai sovrani d’altro regno
il cui spirito non fue certo del tenore
dei miseri di SoC che non meritan che sdegno.

Quattro volte questo piccolo reame
fu minacciato di pene e di tormenti
dapprima quei di cui “Error” fu il nome
un ridicol branco di piccoli e dementi.

La seconda volta dalle “Dimenticate Terre”
giunse di morte temibile minaccia
Ma non vi furon battaglie, né vi furon guerre
finché un terzo occhio sul ream s’affaccia.

Quei, che Vescovo talvolta fu appellato,
Con forte braccio e fama d’agguerrito
la sua forza scatenò senza altro fiato
che “in due mesi” c’avrebbe demolito.

Vedendo l’orgia bellicosa del momento
videro occasione le “Guerre Sanguinose”
Essi furon quarti a portar sgomento
e divisione tra le genti ormai nervose.

“Cadrà, è destino” si sentiva a manca.
“Cedranno agli avversari” dissero a la destra.
L’odio alla paura l’uno e l’altro affianca
Quattro fiate ancor il timore si ridesta.

Tra costoro in pochi riposero la fede
nelle parole del fondatore del reame:
“prometto e mantengo: chi in me or crede
non sarà deluso da questo suo legame”.

Quattro volte quest’anno abbiam subìto
la furiosa bramosia d’altri contendenti
I fedeli si contaron su qualche scarso dito
Ma insieme stringemmo le nostre chiappe e i denti.

E quattro volte infine ne uscimmo vincitori
Lottando con le altri e pur la nostra gente
Che portarono infamia all’interno ed al di fuori,
allevandoci in grembo un infido serpente.

Rimasi a lungo, per collaborar felice
con quei pochi alleati certo grandi e fieri
spaccandoci giorno e notte la cervice
ma uscendone infin ancor più lieti e alteri.

Così, compagna di magnifici avventure,
infine ho terminato anche questa mia stagione
pria che in quel rapporto si creassero fratture,
o che lo sentimento dominasse la ragione.

Nebulosa, tu forse già conosci il tuo futuro:
i tuoi padri tra le stelle t’attendono vogliosi.
Quel che a me aspetta è invece ancora oscuro
Rimangono nell’ombra, eventi misteriosi.

Ma non temo l’ignoto avendoti al mio fianco,
Amica di infinite guerre e rimpatriate
non temere se ad or mi vedi stanco:
attendiamo insieme le ore più appropriate.

Ti chiedo con passione un ultimo favore:
mentre riposo su di un morbido giaciglio
con la tua celeste ala proteggi dal timore
il popolo di Azeroth, talvolta un po’ coniglio.

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